A. Z. : Buongiorno Senatore Girotto, grazie del suo tempo oggi. Potrebbe presentarsi?

G. P. G. : Buongiorno, sono Gianni Pietro Girotto, classe 1967, sono di Treviso, ho lavorato nelle industrie manifatturiere e di servizi dall’età dei 16 anni fino ai 44 anni, età in cui sono stato eletto al Parlamento.  Mi occupo di industria commercio e turismo, operando nella relativa Commissione, in questa legislatura ne sono il presidente.

A. Z. : Quali sono le possibili strategie per risolvere i problemi legati alla mobilità urbana?

G. P. G. : Innanzitutto mi fa piacere che si parta dalla mobilità urbana perché è il luogo in cui si concentra il 50% della popolazione, si consuma il 75% dell’energia complessiva italiana, e si emette l’80% della CO2, per cui iniziare dall’ambito urbano è la strategia più efficace. La strategia ovviamente si delinea su più linee, innanzitutto sui viaggi cosiddetti programmati, quindi pendolarismo scolastico e pendolarismo lavorativo, aumentando l’offerta del trasporto pubblico, che rimane uno degli assi più importanti di questa strategia, e facilitando l’implementazione dei servizi di sharing/pooling che, in Europa e nel resto del mondo sono utilizzati molto più pervasivamente che in Italia. Con un TPL migliore potremmo facilitare l’altro obiettivo relativo, che è quello di diminuire grandemente l’utilizzo del mezzo privato e diminuire le emissioni (un passeggero in metropolitana consuma 7 o 8 volte meno di un passeggero in auto, mentre se parliamo di mezzi su rotaia “in superficie”, parliamo di un consumo ridotto di 3 volte). Mezzo privato che ovviamente va “svecchiato”, a favore delle auto meno inquinanti (elettriche, ibride, idrogeno…), ma con un’avvertenza: da un punto di vista energetico, la costruzione di un’auto nuova richiede il consumo di energia e genera le relative emissioni, equivalenti a quanto necessario per farla marciare per 150.000 km; questo significa che “rottamare” un’automobile prima che questa abbia marciato per tale chilometraggio, significa generare una bilancia ambientale negativa. La rottamazione quindi si può fare, ma “cum grano salis”, cioè tenendo presente quanto sopra, e valutando anche, soprattutto per i mezzi “lavorativi”, cioè veicoli commerciali e bus, l’opzione del “retrofit”, chiaramente valutando bene la convenienza con una relativa analisi dei costi/benefici.

Altro punto strategico è costituito dalla mobilità leggera, quindi dalla bicicletta ai micro veicoli, che ora è possibile utilizzare anche in Italia, dal momento che con apposito decreto ne abbiamo consentito la sperimentazione nei vari Comuni, in attesa della riforma del Codice della Strada. Poi naturalmente va rafforzato anche il trasporto merci di lunga percorrenza, per cui facciamo un excursus fuori dall’urbano, quindi percorrenza di medio lungo raggio, rappresentato dal trasporto su rotaia e dalle autostrade del mare, che non sono molto utilizzate ed è un grosso peccato, perché la loro efficienza e convenienza è spesso molto superiore rispetto al trasporto su gomma. Questi sono gli assi principali, a cui potremmo aggiungere anche una piccola percentuale di miglioramenti ottenibili con l’utilizzo del telelavoro, naturalmente ove possibile.

A. Z. : Perfetto. Secondo il suo parere, chi si dovrebbe impegnare per far sì che avvengano questi cambiamenti e quindi questi miglioramenti?

G. P. G. : Ovviamente la Politica ha un ruolo enorme, sia a livello nazionale sia a livello locale.

A livello nazionale sono state fatte diverse importanti azioni. Sono 3,7 i miliardi che il Ministero dei Trasporti ha messo a disposizione per il rinnovo del parco autobus, e 13 i miliardi del contratto con Ferrovie Italiane per lo sviluppo, appunto, del comparto, di cui 1,5 già spesi per l’acquisto di nuovi Interregionali al Sud.

Oltre a questo, come sopra accennato, il Governo sta riscrivendo il codice della strada, e contemporaneamente abbiamo dato già la possibilità per i comuni di partire con le sperimentazioni di micro-veicoli elettrici al momento vietati dal codice della strada, grazie ad una norma inserita nella “finanziaria”.

Per quanto riguarda invece il contributo che possono apportare i cittadini, qui si tratta banalmente di modificare le nostre abitudini e avere migliori informazioni: ricordiamoci innanzitutto che i dati ISTAT ci dicono che nel raggio di soli 10 Km si concentrano quasi il 75% di tutte le percorrenze degli italiani, quindi molto spesso sono viaggi piuttosto corti. Gli autoveicoli ad uso privato sono utilizzati mediamente solo il 5-10% del tempo, rimanendo parcheggiati per il restante, sottraendo in questo modo spazio di vivibilità ai cittadini; si aggiunge a questo che, il carico medio di una automobile è di 1,5 passeggeri, di conseguenza un’automobile viaggia molto spesso con solo un passeggero a bordo oltre il guidatore. Lo spreco è evidentemente enorme.  È un rapporto costi-benefici altissimo, spostiamo 12 quintali di automobile per spostare un quintale di persone.

Vorrei fare un altro ragionamento per dimostrare quanti margini di miglioramento esistano. Faccio riferimento ad un tema banale: fare la spesa. Una volta almeno la settimana una persona della famiglia si sposta per andare a fare la spesa, e mediamente carica 10 Kg di merce. Prendiamo ad esempio 100 famiglie che, come avviene adesso, si spostano tutte con la propria automobile, abbiamo come risultato che per trasportare 1.000 Kg di merce si sposteranno (calcolando il peso medio di un’automobile modesta) 120.000 Kg di autovetture. Se invece venisse utilizzato un unico furgone, questo rapporto migliorerebbe di 40 volte, perché avremo 3.000Kg di veicolo che si spostano per trasportare gli stessi suddetti 1.000 Kg di merce.

È una provocazione, ma solo fino ad un certo punto, perché in realtà già si può fare. Molte strutture commerciali si sono attrezzate per la consegna a domicilio, ed è appunto un rapporto che migliora di decine di volte i costi-benefici.  Quindi anche su questo tema organizzativo della mobilità delle merci urbane per “l’ultimo miglio”, molto si può fare.

A. Z. : Noi crediamo che l’impegno di tutti, per far sì che la mobilità diventi veramente intelligente, sia agevolato e supportato dalle tecnologie. Concorda con la nostra Vision?

G. P. G. : Si, assolutamente, tanto è vero che lo stanno facendo già diverse città nel mondo. Si utilizzano ad esempio le tecnologie GPS con un utilizzo intelligente dello Smartphone (che appunto lo contiene), ricavandone rilevanti vantaggi. Ma è solo un esempio, in realtà molte sono le strategie e le soluzioni individuate e messe in campo, quindi già solo copiare le migliori pratiche collaudate nei vari Paesi, rappresenta un concreto passo in avanti.

Un’altra strategia/soluzione tecnica importante potenzialmente utilizzabile, è quella del retrofit. Il retrofit, come tutti sanno, ma ricordiamolo, significa prendere un veicolo col motore a scoppio, toglierlo, e mettere al suo posto un motore elettrico e relative batterie. Questo in Italia è legale, ma ancora pochissimo utilizzato, per diversi motivi, ma  a mio modo di vedere questa soluzione merita un’attenta valutazione costi- benefici in tutti quei casi in cui i veicoli sono veicoli “di lavoro” e percorrono decine e decine di migliaia di Km anno, per cui il risparmio in termini di carburante e manutenzione potrebbe far pendere la bilancia costi/benefici dal lato giusto, ricordiamoci infatti che il costo del carburante “elettrico” è molto più basso del carburante “fossile”, ed ugualmente un veicolo elettrico è composto di molti meno “pezzi” di un veicolo “a scoppio”, in particolare proprio sul motore, con il motore elettrico che non solo è estremamente più semplice, ma che garantisce anche una durata, in termini chilometrici, molto maggiore.

A. Z. : Un’ultima domanda: ritiene che l’iniziativa del Mobility Leaders Circle™ di Omoove, sia uno strumento di diffusione della cultura sulla mobilità intelligente utile, ed è per questo che ha scelto di partecipare a questa intervista immaginando che possa sensibilizzare e attirare l’attenzione su un tema così importante?

G. P. G. : Naturalmente si, qualsiasi iniziativa su questa tematica è da seguire con grande interesse, per cui ben venga questo blog che raccoglie idee e opinioni e discussioni in merito.  In questo momento la mobilità italiana è assolutamente insostenibile ed è necessario discutere tutti assieme le migliori strategie in grado di cambiarla.

A. Z. : Grazie, questo ci rassicura sull’impegno che stiamo mettendo in questa attività.